SICUREZZA & C. il NO BLOG

NON SOLO ESTERNAZIONI in materia di sicurezza sul lavoro

Hai le idee piuttosto confuse riguardo PSC, POS e PIMUS? Anche noi!!!!

Oggi sono cattivo, molto cattivo!!!

A fine aprile, su un sito che si occupa di sicurezza è stato pubblicato un breve approfondimento riguardante PSC, POS, PiMUS.

Testualmente si legge:

Hai le idee piuttosto confuse  riguardo PSC, POS e PIMUS?

[ … ]

1. Il PSC (Piano di sicurezza e coordinamento) è il documento di sicurezza dell’intera opera predisposto dal Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE) su incarico del committente; è uno e si riferisce all’intero cantiere.

Mi sa che anche chi ha scritto l’articolo ha le idee piuttosto confuse (o parzialmente incomplete) riguardo al PSC!!!

Il D.Lgs. 81/2008 e le sue successive modifiche ed integrazioni è molto chiaro in merito:

Il PSC viene redatto dal Coordinatore per la progettazione (CSP) e solo nei cantieri rientranti nell’articolo 90 comma 11 (lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000) il PSC viene redatto dal CSE.

Una bella differenza.

Ed allora il mio animo da “soccorritore” mi ha fatto scrivere all’autrice per segnalare l’errore, ma dopo 10 giorni nulla è cambiato….

Cattivo!!! Cattivo!!! Cattivo!!! Sono Cattivo!!!

D’altronde se errare è umano….., perseverare è diabolico.

Infatti sullo stesso sito, in un altro articolo (del 18 marzo) si legge:

POS e PSC devono avere contenuti minimi imprescindibili; devono essere trasmessi a tutte le imprese invitate a presentare le offerte per l’esecuzione dei lavori e alle imprese esecutrici ed affidatarie.

Che bello, il POS non viene redatto dalle imprese, ma viene inviato a tutte le imprese invitate a presentare le offerte per l’esecuzione dei lavori e alle imprese esecutrici ed affidatarie.
E a questo punto mi chiedo: chi lo redige? il Committente? il Coordinatore in fase progettuale? il Coordinatore in fase esecutiva? il Responsabile dei Lavori?
Dubbio amletico o errore clamoroso????

Anche in questo caso la segnalazione non ha sortito alcuna modifica.

Cattivo!!! Cattivo!!! Cattivo!!! Sono Cattivo!!!

E poi  tutte le imprese invitate a presentare le offerte per l’esecuzione dei lavori  non comprende anche le imprese esecutrici ed affidatarie?

Forse le imprese esecutrici e le imprese affidatarie non fanno parte delle imprese invitate a presentare le offerte????

Mah!!!!

Forse un po’ di confusione?!?!?!

Nooo, forse solo idee piuttosto confuse!!!!

 Cattivo!!! Cattivo!!! Cattivo!!! Sono Cattivo!!!

Sempre nell’articolo si legge

Una prassi utile per semplificare l’attività di prevenzione potrebbe, ad esempio, consistere nel predisporre la diversificazione del colore dei caschetti in relazione al tipo di funzione rappresentata da ogni soggetto nel cantiere.

Che bello semplificare la prevenzione con colori diversi dei caschetti!!!

Sarò ottuso, molto ottuso, ma non riesco a capire come si possa semplificare l’attività di prevenzione  mediante la diversificazione del colore dei caschetti. Proprio non lo capisco, non lo capisco, non lo capisco.

Cattivo!!! Cattivo!!! Cattivo!!! Sono Cattivo!!!

Ed ancora

La scelta dei DPI non deve essere casuale, ma è necessario che giubbotti catarifrangenti, scarpe antinfortunistiche, caschetti, guanti, inserti auricolari, ecc siano dotati a ogni lavoratore.

 non deve essere casuale? siano dotati a ogni lavoratore?

Mah!!!!

Forse un po’ di confusione?!?!?!

Nooo, forse solo idee piuttosto confuse!!!!

Cattivo!!! Cattivo!!! Cattivo!!! Sono Cattivo!!!

E lasciamo perdere quando il salvataggio è limitato ai lavori in quota!!!!!

 

Si,!!! Oggi sono cattivo, molto cattivo!!!

D’altronde dare informazioni sbagliate ottiene proprio l’effetto di

produrre idee piuttosto confuse o per meglio dire

si ottiene l’effetto di CREARE CONFUSIONE

e le idee confuse non fanno SICUREZZA, ma creano INSICUREZZA.

 

nb. Qualcuno dirà che ho il dente avvelenato perché

– il sito in questione pubblica foto di insicurezza parlando di “DIVERTENTI FOTOGRAFIE”, quando invece di divertente in quelle foto non c’è proprio nulla, anzi.

– il sito in questione tende a pubblicare foto altrui cancellando il copyright (devo dire che in questo caso appena fatta la segnalazione la foto è stata tolta),

No, non ho il dente avvelenato per questo.

Ognuno è libero di pensare che l’insicurezza sia divertente,

ma a questo punto sono pure libero di denunciare pubblicamente chi spaccia la disinformazione per informazione.

 

Relativamente ai documenti la confusione è tanta (interpretazioni normative, sentenze non sempre coerenti, ecc.),

se aggiungiamo confusione anche sulle poche cose certe che ci sono (chi redige il PSC, quando e chi redige il POS, …),

non facciamo un servizio ai Clienti (committenti, imprese, ecc.), ma facciamo danni, tanti danni,

ovvero facciamo un’ulteriore passo verso l’insicurezza.


nelle immagini sottostanti gli screen degli articoli citati nel blog:


noblog20140511


noblog20140511-2


 

 

 

 

 

 


SICUREZZA, ma anche no!!!

Mamma – ormai accanita navigatrice di Facebook nel settore “Sei di…. se ” – alla ricerca di nuove immagini da pubblicare mi riserva una sorpresa:
il mio vecchio album di foto.

Sfogliandolo un’illuminazione (in tutti… i sensi): le fotografie del “dietro le quinte” del presepio vivente di Capo di Ponte (BS).
Finiva l’anno 1982 e correva l’anno 1983 e come è logico avevo avuto un buon maestro (vero babbo).

SICUREZZA, ma anche no

A partire da destra verso sinistra:

– un girarrosto utilizzato per far entrare i “contatti elettrici nell’acqua salata ed in tal modo creare l’effetto attenuazione-aumento luminosità nelle luci delle varie rappresentazioni; naturalmente l’importante era non immergerci le dita,

– sotto il tavolo un po’ di disordine (poco poco),

– i cavi che dal sistema sopradescritto si snodavano verso le singole scene del presepio,

– io,

– l’impianto di amplificazione e trasmissione audio, altamente sofisticato e (come si direbbe oggi) rielaborato per aumentarne la potenza ed il numero di diffusori collegati,

– sopra il tavolo un po’ di disordine (poco poco),

– un po’ di cavi ovunque,

– infine (e nella foto ingrandita a sinistra), un po’ di centraline elettriche e (parola grossa) elettroniche – tutte autocostruite – che comandavano, tramite pulsantiera, le luci delle varie scene.
Da apprezzare i “selezionatori meccanici” rimossi da vecchie lavatrici e connessi tramite cavi elettrici, morsetti scoperti, nastro isolante e (dice il nonno) porcherie varie all’intero sistema.

(scopro ora che gran parte dell’intero sistema è fisicamente archiviato in soffitta. ahi ahi ahi, il nonno ha fatto il backup, non si sa mai)

D’altro canto, per parlare correttamente di SICUREZZA, bisogna pur sapere cosa vuol dire MANCANZA DI SICUREZZA!!!  e io l’ho imparato. 

 

 

 

 

 

 


PSC la novità

Ricevo una mail pubblicitaria (una delle tante):

Gentile Geometra Stefano Farina,
si occupa di sicurezza e coordinamento nei cantieri?
Il tempo è prezioso e studiare richiede tempo…
Il libro che Le presento oggi affronta in maniera
pratica la redazione del PSC.

Già questo mi lascia perplesso: il tempo è prezioso? studiare richiede tempo? Il messaggio subliminale è particolare: risparmi il suo tempo prezioso per cose più importanti.
Come dire redigere il PSC è una perdita di tempo? oppure che non vale la pena tenersi aggiornati (studiando ed informandosi)?

Ma poi andiamo verso il peggioramento:

Con migliaia di copie vendute e di installazioni negli studi professionali, il manuale ***** PSC ed il software allegato di uso intuitivo si confermano come lo standard di riferimento per la completa, corretta, facile e veloce redazione del PSC (piano di sicurezza e di coordinamento), oggi richiesto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (nuovo Testo Unico Sicurezza Lavoro).

Leggo bene? il nostro manuale ed il software allegato si confermano come lo standard di riferimento per la completa, corretta, facile e veloce redazione del PSC. STANDARD DI RIFERIMENTO? Magari (sicuramente) sarà così, però visto quanto scritto all’interno della stessa mail forse lo STANDARD DI RIFERIMENTO era un po’ carente.

Infatti:

Il software presenta alcune interessanti novità, in particolare la sezione dedicata alle prescrizioni speciali si presenta oggi con due casi importanti e frequenti nei cantieri edili:
– PSC e DUVRI: ovvero il caso del cantiere all’interno di un’azienda in attività;
[…]

Come lo STANDARD DI RIFERIMENTO che permetteva la completa e corretta redazione del PSC non teneva conto di quanto prevede dal 2008 il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (nuovo Testo Unico Sicurezza Lavoro), e magari dal 1994 l’articolo 7 della 626 e poi la 494/96, il 222/03, ecc. ecc.

E forse è meglio non entrare nel merito del significato di prescrizioni speciali.  Perché speciali? Sembra quasi sfuggire il significato di quanto scritto nell’allegato XV.

Poi continua:

Affidabile, veloce e di utilizzo intuitivo, il software è lo strumento operativo per compilare il PSC con il “metodo per sezioni” (a nostro avviso la procedura migliore per i piani di sicurezza), e propone un ampio repertorio di testi e di schemi, tutti modificabili dal coordinatore, tra cui:
tutti i contenuti obbligatori del PSC richiesti dall’Allegato XV;
– le schede delle lavorazioni (oltre 100 schede modificabili);
– cronoprogramma dei lavori e costi della sicurezza;

Ahi ahi, qui crolla tutto, fino a poco fa si parlava di manuale e software per la REDAZIONE del PSC, ma poi scadiamo in una mera COMPILAZIONE del PSC.

Mi spiego meglio,

a parte la continua riproposizione di concetti quali affidabileveloce che ci spingono a credere che velocemente redigo un PSC affidabile dal punto di vista normativo (concetto rafforzato dalla frase: tutti i contenuti obbligatori del PSC richiesti dall’Allegato XV – vorrei vedere che ne mancasse qualcuno),

il problema si pone quando non si parla di REDIGERE IL PSC (art. 92: il C.S.P. redige il piano di sicurezza e di coordinamento), ma di COMPILARE IL PSC, CONCETTO NOTEVOLMENTE DIFFERENTE.

Ok, ormai nel linguaggio comune ed in senso generico, i due termini sono considerati sinonimi, e vengono utilizzati uno in sostituzione dell’altro, ma non dovrebbe essere proprio così:

La redazione del PSC non può e non deve essere una mera compilazione, ovvero l’azione di assemblare materiali vari senza originalità (il classico e vituperato copia-incolla), ma deve essere una delle basi per condurre il cantiere nella direzione della sicurezza.

Ok (anche se la vedo dura), fare un P.S.C. veloce, ma ricordiamoci che la sicurezza in esso prevista deve essere PROGETTATA, ANALIZZATA,

Chiaramente non conosco il software proposto (e nemmeno il manuale) e di conseguenza il mio è un discorso generico (ahi, ahi questa volta nella genericità ci son cascato io),
ma devo dire che quando sento parlare alcuni Coordinatori il concetto che emerge è proprio questo: il PSC non serve (tanto l’impresa fa quello che vuole) e redigerlo fa perdere solo tempo.
Ed è proprio su questo che il messaggio pubblicitario fa leva:

– non la qualità del prodotto (magari – probabilmente – ottima) che non interessa a nessuno (o a pochi), ma il numero di copie vendute (rispetto ad altri software ha un prezzo certamente interessante – poche decine di euro) che lo trasformano automaticamente in uno STANDARD DI RIFERIMENTO,

– non i contenuti delle schede personalizzabili (anche in questo caso – probabilmente – ottime), ma la possibilità di avere schede già pronte da stampare velocemente,

– non l’impegno del Coordinatore nel redigerlo, ma la velocità nella compilazione.

Nel frattempo aspettiamo lo STANDARD di RIFERIMENTO dei modelli semplificati del decreto del FARE.

nb: non me ne voglia l’autore del manuale (del quale – tra l’altro – ho numerose pubblicazioni).


redigere: scrivere, stendere un testo (bisogna redigere un verbale, aver cura , scrivendo o controllandone il testo) [fonte Wikipedia]

redìgere v. tr. [dal lat. redigĕre, propr. «ricondurre», comp. di red– e agĕre «spingere, condurre»] (io redigo, tu redigi, ecc.; pass. rem. redassi, redigésti, ecc.; part. pass. redatto).

In senso generico, stendere, compilare, stilare: r. un documento, un atto notorio, un verbale; r. un discorso, una lettera. Più particolarm., scrivere o curare in qualità di redattore: r. un dizionario enciclopedico, o un gruppo di lemmi di un lessico, una voce di un’enciclopedia scientifica; r. un articolo di fondo, un pezzo di cronaca; r. una rivista letteraria. [fonte treccani.it]

compilare v. tr. [dal lat. compīlare «saccheggiare», quindi «comporre uno scritto prendendo qua e là»] (io compìlo, meno corretto còmpilo, ecc.).

1. Scrivere, comporre, raccogliendo e ordinando materiale tratto da altre opere o fonti: c. un vocabolario, una grammatica, un’antologia, un codice di leggi; c. un giornale. Più genericam., scrivere, stendere, redigere, ma sempre di opere che non richiedono originalità e in cui si debbano raccogliere e coordinare varî elementi: c. una relazione, un programma, un orario, un formulario, una statistica. [fonte treccani.it]

 

 

 

 


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